Diego Zangirolami at the Italian Institute of Culture of Santiago

Diego Zangirolami at the Italian Institute of Culture of Santiago

(English)

Diego Zangirolami, the artist: With the series “Stanze” I am looking for the symbolism, by going through other ways, or rather by entering into other rooms. I imagined architectural and not architectural environments as if they were in a collective mind: that of the human race. It is an architectural mind, made of precise places: the votive chapel, the cave, the railway junction, the bridal chamber, the temple, the baths, the hidden Garden of Eden. I chose to tell, or rather, to let the images tell some topoi that philosophically and culturally characterise our genre. The word Genre should be understood not only with the meaning of Human. Each topos, from beauty, power, supernatural, divine, strength, violence, sanctity, mysticism, sensibility, eros, friendship, brotherhood, peace and activity, has been entrusted, on a representative level, to female figures from other paintings and works of art history. In my paintings, these characters stop wearing their clothes and start dressing with new ones. Some of them are masked, since what is precious and sacred to us has always been narrated through complex rituals. Therefore, the different manifestations of the feminine, of the universal mother, wear helmets, hats, faces made of bronze, crystal, silver and ivory. I chose to place a sort of encyclopaedic library made of essential symbols, which are those to which almost all of us have referred to, in the most remote rooms of our human memory. Through the images of the feminine where we are from, the Mother, I wanted to explore some basic elements of the system of thought and perception through which Humans see and understand the world around them. As well as the Fates and the Oracles in Greek Mythology, the women in each Room weave and sometimes dismantle the intrigues of our worldly experiences.

 

(Italian)

L’artista Diego Zangirolami: Con la serie “Stanze” ho desiderato mettere a sistema la ricerca del simbolico, spaziando per altre strade, o meglio addentrandomi in altre Stanze. Ho immaginato degli ambienti architettonici e non, come fossero siti all’interno di una mente collettiva: quella del genere umano. Si tratta di una mente architettonica, fatta di luoghi precisi: la cappella votiva, la caverna, lo snodo ferroviario, la camera nuziale, il tempio, le terme, il giardino dell’Eden nascosto. Ho scelto di raccontare, o meglio, far raccontare alle immagini alcuni topos che caratterizzano a livello filosofico e culturale il nostro genere. Genere inteso anche e non solo come Umano. Ciascun topos, che si parli di: bellezza, potere, soprannaturale, divino, forza, violenza, santità, misticismo, sensibilità, eros, amicizia, fratellanza, pace e operosità, è stato affidato, a livello rappresentativo, a delle figure femminili provenienti da altri quadri ed opere d’arte della storia. Questi personaggi abbandonano i panni a loro consueti e si prestano a vestirne di nuovi nei miei dipinti. Talune si mascherano, poiché da sempre la narrazione di quanto ci è caro e sacro adopera rituali complessi. Pertanto le differenti manifestazioni del femminile, della madre universale, portano caschi, elmi, cappelli, volti scolpiti in bronzo, cristallo, argento e avorio. Nelle Stanze più remote della nostra memoria umana, ho pensato di situare una sorta di biblioteca enciclopedica di simboli essenziali, quelli a cui quasi tutti prima o poi ci riferiamo. Attraverso il femminile dal quale proveniamo, la Madre, ho voluto esplorare alcuni elementi fondanti del sistema di pensiero e della percezione attraverso i quali, l’Uomo, vede e comprende il Mondo che lo circonda. Come le Parche della mitologia greca o gli Oracoli, le signore contenute in ciascuna delle mie Stanze, tessono e a volte disfano, la trama delle nostre esperienze terrene.

2018-01-21T15:46:31+00:00 January 15th, 2018|